COVID 19: rapporto ISS sulla telemedicina e come utilizzarla

COVID 19: rapporto ISS sulla telemedicina e come utilizzarla

L’Istituto superiore di sanità ha pubblicato sul suo sito istituzionale il 12° rapporto del 2020 dedicato all’emergenza Covid-19.
Il rapporto, dal titolo “Indicazioni ad interim per servizi assistenziali di telemedicina durante l’emergenza sanitaria COVID-19” affronta il tema dei servizi assistenziali di telemedicina durante l’emergenza sanitaria offrendo indicazioni, individuando problematiche operative e proponendo soluzioni utili sostenute dalle evidenze scientifiche, ma anche impiegabili in modo semplice nella pratica.
Le indicazioni – si legge nel rapporto – sono raccolte per semplicità in un unico modello di riferimento, ma possono essere usate in varia combinazione per erogare servizi sanitari e supporto psicologico, allo scopo di sorvegliare proattivamente le condizioni di salute di persone in quarantena, in isolamento o dopo dimissione dall’ospedale, oppure isolate a domicilio dalle norme di distanziamento sociale ma bisognose di continuità assistenziale, pur non essendo contagiate da COVID-19.

La telemedicina nell’emergenza COVID-19
Sull’utilizzo della telemedicina in questa fase emergenziale il rapporto sottolinea che “è necessario prima di tutto realizzare e rendere disponibili quelle soluzioni che siano attivabili rapidamente, in pochi giorni, che siano utilizzabili dalle persone a domicilio con le dotazioni tecnologiche a loro disponibili nell’immediato e che siano attivabili per periodi di tempo congrui alle necessità poste dalla situazione di emergenza. In base all’esperienza cinese di evoluzione dell’epidemia, in prima approssimazione, tali servizi devono garantire l’attività per non meno di 90 giorni ed è fortemente consigliabile prevederne modalità di proroga in caso di ulteriori necessità correlate all’eventuale permanere della situazione di emergenza sanitaria”.
Il rapporto evidenzia anche che è fondamentale strutturare il servizio a distanza in base alle differenze nelle possibili situazioni di fruizione, le quali, a loro volta, dipendono dalla tipologia di persone destinatarie del servizio domiciliare e sottolinea che la telemedicina non deve essere utilizzata per cercare di eseguire trattamenti medici a domicilio su persone con quadri gravi di malattia che richiedano invece cure ospedaliere di tipo intensivo.

Le tre situazioni tipo
Rispetto ai servizi a distanza in telemedicina, per ottimizzare le risorse, il rapporto individua uno schema con tre situazioni tipo di persone che possono necessitare di controlli sanitari a domicilio:
• Persone non affette da patologie precedenti al momento in cui è stata necessaria la quarantena o l’isolamento, asintomatiche e che rientrino nella definizione di contatto stretto o di caso confermato (Circolare Ministeriale 0007922 09032020).
• Persone non affette da patologie precedenti al momento in cui è stato necessario l’isolamento, che presentino sintomi da lievi a moderati compatibili con infezione COVID-19 e che rientrino in una delle definizioni di caso sospetto, probabile o confermato (Circolare Ministeriale 0007922 – 09/03/2020).
• Persone affette da patologie croniche, malattie rare e persone in condizioni di fragilità, oppure che richiedono trattamenti di lungo periodo o di particolare assistenza e/o supporto non ospedalieri, e che necessitano di mantenere la continuità dei servizi durante la quarantena, l’isolamento o nel periodo di applicazione delle norme di distanziamento sociale.

Gli aspetti tecnologici
Nel testo vengono citati in modo schematico anche alcuni aspetti tecnologici di particolare rilievo che i sanitari potrebbero dover prendere in considerazione nei casi in cui sia necessario scegliere tra opzioni differenti nelle procedure diagnostiche e terapeutiche (a titolo di esempio: scelta di proseguire l’assistenza domiciliare o ricoverare il paziente a seguito di un peggioramento di sintomi non tipici da COVID-19).

I principi di riferimento
Tra i principi di riferimento sui quali è consigliabile che i sanitari si soffermino, il documento indica i seguenti:
• Condizioni preliminari per rendere possibili servizi in telemedicina
• Responsabilità sanitaria durante attività in telemedicina
• Schema degli elementi necessari per realizzare i servizi a domicilio
• Funzionamento della videochiamata sanitaria
• Passaggi iniziali di attivazione del servizio.
Il rapporto offre anche tabelle e schemi sui servizi di telemedicina da offrire, sul monitoraggio dei pazienti e uno schema generale di organizzazione del servizio.

–>scarica il Rapporto-ISS-COVID-19-n.-12-telemedicina.pdf

–> scarica il CS OPI Rovigo 21 aprile 2020 Telemedicina.pdf

 

Michele Busatto
ADMINISTRATOR
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