L’ORDINE PROVINCIALE DEGLI INFERMIERI RISPONDE ALLE ACCUSE DELLA CGIL: “NO A STRUMENTALIZZAZIONI, SI’ AL RISPETTO DI TUTTI: INFERMIERI E CITTADINI”. “IL NOSTRO ORDINE HA UNA DOPPIA FINALITA’: TUTELARE LA PROFESSIONE E LA CITTADINANZA”.

L’ORDINE PROVINCIALE DEGLI INFERMIERI RISPONDE ALLE ACCUSE DELLA CGIL: “NO A STRUMENTALIZZAZIONI, SI’ AL RISPETTO DI TUTTI: INFERMIERI E CITTADINI”.  “IL NOSTRO ORDINE HA UNA DOPPIA FINALITA’: TUTELARE LA PROFESSIONE E LA CITTADINANZA”.

ROVIGO – “L’uso del condizionale nella lingua italiana certamente non significa “colpevolizza senza se e senza ma” nessuno, tanto meno “un proprio iscritto. La frase da me pronunciata “Se queste parole fossero confermate sarebbe molto grave” non può essere interpretata per strumentalizzazioni assurde”.
Con queste parole. Marco Contro, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Rovigo, replica alle accuse e critiche mosse dal Segretario della Fp-CGIL di Rovigo, Riccardo Mantovan.
“Risulta di una chiarezza lampante invece – precisa il Presidente dell’Ordine Infermieristico provinciale – che l’accadimento dei fatti dovrà essere acclarato nelle dovute forme e garanzie, in osservanza dei costituzionali diritti di difesa e di contraddittorio, che solo un procedimento istruttorio formale, quale atto dovuto, può assicurare. Allo “sconcertato” collega infermiere Riccardo Mantovan, si rammenta, come certamente ben dovrebbe sapere, in quanto ex Segretario di questo Ente, che un Ordine professionale non è un Ente corporativo, ma è un vero e proprio Ente pubblico, sussidiario dello Stato, voluto e creato dall’ordinamento giuridico, le cui precipue funzioni sono di una doppia tutela, della professione e dei cittadini/utenti”.
Contro precisa come il Codice Deontologico dell’Infermiere e il Patto Infermiere-Cittadino, siano solo due esempi del declinarsi della funzione di doppia garanzia dell’Ordine, il quale è ben lungi dall’assumere qualsiasi atteggiamento aprioristico, né di condanna né di assoluzione.
“È proprio in un contesto dove l’operato dei professionisti della sanità è sempre più al centro del mirino – afferma il Presidente dell’OPI di Rovigo – che occorre vigilare con serenità e fermezza, sul comportamento dei singoli, a garanzia dell’impegno profuso dagli infermieri italiani “in trincea” nei confronti dei propri assistiti, i quali meritano altrettanta considerazione e rispetto. Ribadisco al collega Mantovan che nessuna pubblica condanna è stata espressa a priori su fatti ancora da accertare”.
Infine, Marco Contro rivolge nuovamente un invito già espresso nelle settimane scorse.
“Come già ribadito – conclude il Presidente dell’Ordine – riguardo ai casi di violenza rivolti contro i sanitari, anche in questo caso l’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Rovigo si rende disponibile a sedersi attorno a un tavolo con le Aziende sanitarie e con le rappresentanze sindacali di qualsiasi colore e orientamento, al fine di trovare delle soluzioni che prevengano il possibile verificarsi di disguidi e di fatti disdicevoli che possano incrinare la relazione e il necessario rapporto di fiducia tra operatori sanitari e utenti”.

Presidente Marco Contro

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Michele Busatto
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