Maltrattamenti: Istituti Polesani di Ficarolo

Maltrattamenti: Istituti Polesani di Ficarolo

comunicato stampa

“La vicenda occorsa mesi fa negli Istituti Polesani di Ficarolo riguardante diversi casi di maltrattamenti ai danni di ospiti non autosufficienti rappresenta un capitolo triste, vergognoso ed increscioso della sanità locale. Una vicenda che, nel rispetto della verità e della corretta informazione, non ha visto implicato nessun infermiere”.
Con queste parole, il presidente del Collegio Ipasvi di Rovigo, Marco Contro, ribatte ad un recente articolo (datato lunedì 9 febbraio) pubblicato su una testata giornalistica locale dove la struttura di Ficarolo è stata testualmente definita come una “clinica per anziani che un manipolo di infermieri aveva trasformato in un lager”. Allo stesso tempo Contro fa riferimento anche ad un servizio del Tg 3 Veneto dell’edizione di domenica 8 febbraio nel quale è stato riportato che i protagonisti negativi dei drammatici casi di malasanità sono infermieri.
“La vicenda di Ficarolo – precisa il presidente Contro – continua a scuotere l’indignazione dell’opinione pubblica ma anche di noi professionisti della salute che ogni giorno assistiamo e ci impegniamo per erogare la migliore assistenza infermieristica. Ciò non toglie che ci sia solo da indignarsi per il fatto che ancora si confonda la figura dell’infermiere con altre figure, come quella, nel caso in questione, dell’operatore socio-sanitario e il fatto che a farlo siano illustri notiziari e quotidiani con risalto a livello nazionale aumenta la nostra amarezza e mette in evidenza un ormai atavico deficit culturale. Mi preme di menzionare che nella questione di Ficarolo non è stato indagato nessun collega infermiere”.
“Infermieri e operatori socio-sanitari – ribadisce Contro – sono due figure completamente diverse. L’art. 1.1 del D.M. 739/94 stabilisce che l’infermiere è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale, è responsabile dell’assistenza generale infermieristica. Inoltre, l’art. 1 del Codice deontologico dell’infermiere stabilisce che l’infermiere è il professionista sanitario responsabile dell’assistenza infermieristica. Quindi, per poter assurgere alla professione di infermiere e potersi fregiare della relativa qualifica, occorre conseguire una laurea triennale mentre per essere un operatore socio-sanitario occorre conseguire uno specifico corso di formazione professionale della durata di un anno. Risulta evidente che i ruoli e le responsabilità dell’infermiere e dell’operatore socio-sanitario sono diversi proprio perché risultano diversi i percorsi formativi, le conoscenze e le competenze”.
“Essere infermieri – conclude il presidente degli infermieri di Rovigo – significa anche tutelare il decoro personale ed il proprio nome, salvaguardando il prestigio della professione. Anche per questo esigiamo il doveroso rispetto dovuto alla nostra professione e che sia osservato un caposaldo del diritto di cronaca: l’adempimento del dovere di verità che, per ogni giornalista, rappresenta un dovere inderogabile”.

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