Un signore per niente signore

Un signore per niente signore

«Ci potrebbero essere molti modi per descrivere e riassumere i pensieri dei tanti colleghi e professionisti infermieri scaturiti alla lettura della lettera pubblicata sul quotidiano La Voce di Rovigo a firma Gigi Berti. Una lettera che non evidenzia un caso di malasanità per i motivi che cercheremo di riassumere e che invece va a ledere l’immagine delle persone, prima che professionisti, che lavorano presso il Pronto Soccorso di Rovigo».
Con queste parole il Direttivo del Collegio Ipasvi di Rovigo, replica ad un articolo pubblicato sul noto quotidiano locale mercoledì 2 settembre a pagina 10. Articolo che ha sollevato non poche polemiche nel mondo sanitario, in particolare modo per i toni sprezzanti utilizzati.
«Il signor Gigi Berti, nell’illustrare la propria esperienza di utente del Pronto Soccorso, ha usato toni e giudizi fuori luogo sia sulla professionalità degli infermieri che sul proprio aspetto fisico. Come rappresentanti della Categoria professionale raccogliamo tutte le segnalazioni della cittadinanza e in primis le critiche che spesso derivano da un sistema sanitario precario. In questo caso, però, dalle parole del signor Berti traspare solo un’aggressività verbale vergognosa e non tollerabile».
«Per rispondere in maniera adeguata ai bisogni di salute dei cittadini – riprendono i responsabili del Collegio – è indispensabile che i sistemi di emergenza sanitaria siano regolati da sistemi di triage finalizzati ad identificare, tra il gran numero di richieste, le prestazioni realmente urgenti in modo da poter garantire trattamenti tempestivi. Triage che viene effettuato secondo un processo di valutazione ben codificato ed operativamente eseguito da personale infermieristico dedicato ed adeguatamente formato (vedi le Linee Guida sul Sistema di Emergenza pubblicate in GU il 17/05/96 ed il 07/12/01). Nel caso specifico del signor Berti, dunque, le colleghe, alle quali va la nostra piena solidarietà per le offese ricevute, hanno agito nel pieno delle proprie responsabilità e competenze».
«Ben vengano dai cittadini – conclude il Direttivo Ipasvi provinciale – le critiche costruttive. Come infermieri siamo i primi ad utilizzare un pensiero professionale critico. E’ riprovevole, però, offendere sul piano strettamente personale utilizzando termini maleducati e miseramente maschilisti. Il quotidiano La Voce di Rovigo ha sempre posto grande attenzione al mondo sanitario e alle iniziative del nostro Collegio. I Professionisti che vi lavorano sono degni della nostra stima e siamo certi che il loro pensiero sia lontano dalle parole pubblicate. Abbiamo compreso che il vocabolario del signor Berti non deve essere molto forbito ma crediamo che allo stesso Berti non piacerebbe che uno dei suoi familiari fosse criticato su una pagina di giornale per l’aspetto fisico. I meri e stupidi commenti fisici non appartengono certo alla categoria delle persone educate».

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